La promozione della notorietà della marca sul web

Per quanto attiene al mondo della Rete la notorietà della marca viene spesso confusa con il numero di accessi al sito web dell’azienda oppure alla posizione del sito sui Motori di Ricerca. Entrambe le tesi sono contraddittorie e tale contraddizione forse si spiega, dal lato dell’azienda, con le difficoltà di comprendere le potenzialità e i limiti attuali del Web – che è uno strumento di comunicazione piuttosto recente – e, dal lato di software house e web agency, con un approccio troppo tecnico alle tematiche dell’informatizzazione – un approccio che spesso tende a ignorare o a sottovalutare i complicati meccanismi che regolano la comunicazione della marca – . Iniziamo perciò col precisare cos’è la notorietà della marca. La brand awarness o notorietà della marca è la misura in cui i potenziali clienti sono in grado di riconoscere che una certa marca è presente in una determinata classe di prodotti. Si tratta di un fenomeno che si sviluppa lungo un continuum che parte da un iniziale sentimento di incertezza sul riconoscimento della marca fino al punto in cui il consumatore percepisce una certa marca come l’unica possibile in una determinata classe di prodotti.

Poniamo ora l’esempio di due aziende concorrenti, che commercializzano vini doc mediante l’e-commerce. Entrambe le aziende cercheranno, come giusto, la miglior visibilità possibile sul web. Domandiamoci allora quale sia la strategia migliore per ottenere questo obbiettivo. Semplificando i termini del problema, ipotizziamo che la Cantina F.lli Rossi investa risorse, anche consistenti, per apparire nella prima pagina dei principali Motori di Ricerca con il termine “vino”. Chiaramente il sito web di quest’azienda riceverà un gran numero di visite. Tuttavia, data la genericità del vocabolo “vino” , domandiamoci quante di queste visite siano casuali e quante siano il frutto di ricerche mirate; e, tra queste ultime, quante siano le visite di potenziali clienti e quante, invece, quelle di semplici curiosi. Ipotizziamo ora che il suo concorrente, la Cantina F.lli Bianchi, investa il proprio budget – magari inferiore – nella promozione di parole chiave più specifiche, quali i nomi dei suoi prodotti: “Rosso d’autunno” , “Bianco d’autore”…   Per quanto il numero complessivo di visite sia di molto inferiore, possiamo immaginare che quasi tutte queste visite siano il frutto delle ricerche mirate di appassionati di vini e quindi di potenziali clienti. Possiamo anche ipotizzare che questi “enonauti” abbiano già sentito parlare dei prodotti della Cantina F.lli Bianchi – o attraverso il web o attraverso altre esperienze come degustazioni, fiere, pubblicità – e il loro interesse si sia spinto al punto da compiere una ricerca mirata sul web. Che almeno una parte di loro abbia già gustato questi vini, apprezzandoli al punto di ricercarli in Rete. Che tra gli “enonauti” ci siano persone che già abbiano acquistato vini in Rete.

In uno scenario di questo tipo, quale delle due aziende trarrà il maggior giovamento dal commercio elettronico ?   La Cantina F.lli Rossi, il cui sito riceve un gran numero di visite non qualificate, o la Cantina F.lli Bianchi, il cui sito viene visitato prevalentemente dai clienti abituali o da nuovi potenziali clienti ?   Da questo esempio si evince che non sempre un maggior numero di visite è il mezzo migliore per conseguire la notorietà della marca sul web.

Valutando gli obbiettivi di trade marketing dell’azienda e le problematiche tecniche del web marketing, Media Partner è in grado di sviluppare per il vostro sito internet la miglior strategia per conseguire la notorietà della marca all’interno della Rete.