comunicazione

Agenzia di comunicazione a 360°

Mediapartner

Mission

30 anni portati bene.

Dal 1983 ci occupiamo di comunicazione: dapprima con lo storico marchio Video Studio 1 e poi col brand Media Partner, col quale firmiamo oggi i nostri progetti. In oltre 30 anni di attività abbiamo lavorato con i marchi più prestigiosi in quasi tutti i settori produttivi, contribuendo a consolidare nel mondo la loro immagine e la loro notorietà. Abbiamo prestato la nostra consulenza anche a centinaia di piccole e medie imprese, aiutandole a crescere. La nostra agenzia di comunicazione mette la sua esperienza a disposizione di quelle aziende che cercano un partner affidabile per ideare e realizzare le azioni e gli strumenti di marketing più idonei a promuovere il proprio business.

Il valore della professionalità.

La passione per questo lavoro, il know how tecnico e l’utilizzo di tecnologie professionali sono tratti comuni a tutte le agenzie di comunicazione, gli studi grafici, le software house e le new media agency. Oggi però tutto questo non basta più: l’agenzia di comunicazione deve sviluppare per il cliente una strategia di comunicazione efficace – in quanto funzionale agli obbiettivi di trade marketing dell’azienda – e coerente, garantendo nel tempo risultati certi in rapporto al budget di spesa investito. La professionalità per Media Partner significa mettere il cliente nella condizione di ottimizzare gli investimenti e trarre il massimo ritorno in termini di vendite.

Partner del vostro successo.

Media Partner studia le condizioni particolari del mercato in cui il cliente è chiamato ad operare e pianifica la strategia di comunicazione che completa il marketing mix. Con competenza e puntualità ci occupiamo in prima persona di ogni aspetto legato alla comunicazione: dalle attività strategiche a quelle operative, nel rispetto dei tempi e del budget. Infine verifichiamo i risultati conseguiti e analizziamo le nuove opportunità nel corso di briefing periodici con il cliente.

Ecco perché Media Partner è partner del vostro successo.

Referenze

In questo lungo percorso abbiamo collaborato in modi differenti, sviluppato progetti, creato idee e strategie, abbiamo concretizzato e fatto crescere idee di business; Media Partner e Video Studio1 hanno lavorato per….



ARAG spa
BARGAM spa
BARIGELLI spa
COGEM srl
COMET spa
DINAMICA GENERALE srl
EUROSYSTEM spa
FERRI srl
G.R. GAMBERINI srl
GAMBETTI BARRE srl
GB RICAMBI spa
IRTEC spa
LANDINI TRATTORI spa
LOMBARDINI MOTORI spa
MARANI IRRIGAZIONE srl
MARANI srl
MURATORI srl
OCMIS spa
SCOVA srl
SELVATICI srl
TONUTTI spa
WOLAGRI spa


Aceto balsamico GIUSTI srl
Aceto balsamico LEONARDI srl
Agriturismo San Valentino
CAFFE’ ROBERTA srl
CAMURRI Gourmet srl
Fresco senso
MARZANI
MODENA SAPORI srl


ABL srl
ALMAC srl
CAMURRI BREVETTI
FILLING SYSTEM spa
GRASSELLI spa
GRUPPO CMS spa
TETRA PAK spa


ARMERIA LUGLI
CALZONI srl (ex Riva Calzoni)


CARMEN RUSSO
MISS ITALIA (concorso)
NERONE da VILLAROTTA
OMAR GALLIANI
SETTIMANA ESTENSE (Comune Modena)
VASCO MONTECCHI


GRECAV spa
VOLVO AUTO spa


ASCOM spa
CO.MA.RI. srl
Elettric 80
PROCESS srl
SABIM BOOWLING MARKETING
SIGMAT srl
SYRTEC srl
AUTOMAZIONE
T.C.M. srl


EUROPA 2000 spa
G.E.C.O. spa
ITALAUTOCAR srl
LANDI RENZO spa
MED spa
META SYSTEM spa


BACO AMBROSIANO VENETO
BANCA BIPER
CASSA RISP. MIRANDOLA
CREDEM spa


BERTONI srl
DIDECO Gruppo FIAT
FORT DOODGE (FDAH)
MAX PIER


ATLAS CONCORDE spa
CERAMICHE ARIOSTEA spa
CERAMICHE CAESAR spa
CERAMICHE RAGNO spa
GRANITIFIANDRE spa
IRIS CERAMICA spa
LA FENICE srl
MARAZZI spa
POLIS spa
RONDINE GROUP spa


CABOL OLEODINAMICA srl
CISMAC srl
CMC srl
COOLTECH srl
EUROSCREEN srl
GAMBARELLI IMPIANTI srl
GP III srl
IN.TE.SA. spa (gruppo Sacmi)
ITALFORNI srl
ITEC srl
KER BELL
LABOCER srl
NUOVA ERA srl
NUOVE OFFICINE ANCORA spa
OFF. MECCANICHE F.LLI ROSSI FU CESARE spa
OFFICINE CMC srl
OMAC srl
OMIS spa
SACMI scrl
SURFACE INSPECTION
TECNO ITALIA srl
TECNOFERRARI spa
TECNOMEC BORGHI srl
TSC spa


ADESITAL spa
LITOKOL spa


COLORVEGGIA spa (gruppo Bonet)
COVER spa
FERRO spa
SMALTICERAM UNICER


ANTEO spa
FERRARI INTERNATIONAL 2
ITALAUTOCAR srl
RCD srl


CEM srl
MOBEL 80
NUOVA MAPA srl


BASKET PLATFORM spa
GALLOTTI spa
ITALKERO spa
LEADER srl
METALIFT srl
P.M. GROUP spa
SAFER SICOM srl
TECNOTEST srl


BARALDI FLLI spa
COTTO CALVETRO srl
DOMUS IMPIANTI srl
DUROCEM spa
FRACAVALLO GIULIANO
FUTUR GLASS srl
ITALFUM srl
MATRICOR
PESCALE spa
SCALABRINI PAVIMENTI
SICALOR srl
SICURPAL srl
SOFIT
VEZZANI spa


COCCONI srl
D&D STUDIO srl
IDROTECNICA srl
RIGON STUDIO srl
STUDIO COSCELLI


100 case
ADESPAN spa
IN CANTIERE
PANINI spa


BORGHI spa
G3 FERRARI spa
GLEM GAS spa
ITALKERO spa
MO-EL spa
NO LIMITS srl
SANITAL ITALIANA srl
TERIM spa
WATER LINE srl
WORGAS BRUCIATORI srl


BONIFICHE SCOLTENNA PANARO
COOLTECH srl
ENICHEM GRUPPO ENI


PROTEO ENGINEERING


CHERITMO
CLASSIC HOTEL
JU
PAVAROTTI INTERNATIONAL srl


AIMAG spa
BONIFICA BURANA
CAMERA DI COMMERCIO EMILIA ROMAGNA
CEPAV 1 spa
COMUNE MODENA
COMUNE SASSUOLO
CONFESERCENTI
PROVICIA MODENA
SNAMPROGETTI spa
UNIVERSITA’ DEL PROGETTO


EUROLAB srl
EUROMECCANICA


CARPENFER spa
CARPENTERIA 2000 srl
CML
FALAVIGNA spa
TECHNO PLASTIC srl


AGAZZANI srl
CENTAURO spa
EMMEGI spa
IMAL srl
MAGIC spa
MLA srl
PROCESS srl
RINALDI srl
SICAR spa
STB spa
STROMAB srl
SUERI GROUP spa
WOODLINE


MB MARMI
VEZZANI spa


BETT SISTEMI srl
BREVINI GROUP srl
BUCCI INDUSTRIES
COMMERSALD GROUP spa
GALLINARI spa
GIULIANI IGMI spa
IEMCA spa
NITTY GRITTY srl
SAU TOOL spa


DONNE da SOGNO srl
DOPPIA FIRMA (ARMATA DI MARE)
ENERGIE JEANS
LORENA ‘O’
MANDARINA DUCK
MARELLA GRUPPO MAX MARA spa
RIZZI spa
SICEM spa (MARCHESE COCCAPANI)
SPAZIOMODA BOLOGNA srl
MODA
UMBERTO SEVERI spa


ABI TRAILERS srl
BREVINI GROUP spa
GOSAM srl


FILCAR spa
GIULIANO spa
MB ENGINEERING srl
OMPI srl
RAV RAVAGLIOLI spa
SICAM srl (Gruppo Bosch)
TECO srl


BAUMER srl
BOCEDI srl
CAM (gruppo) spa
FORPACK srl
GB GNUDI spa
PARTENA spa
TETRA PACK spa


EMILPLASTICA srl
LAPIPLAST
POPTAR srl
TEDESCHI GOMMA SINTETICA srl
VAL INTERNATIONAL srl (VIRIDIUM)


ECOTEC srl
JET srl
MOTOR POWER CO
OMAC srl
PARKER CALZONI (ex Riva Calzoni)
RDC srl
SAI MOTORI spa
SAMHYDRAULIC (BREVINI GROUP spa)


KMP spa
LAG spa


EMILPLAST srl
VEPA srl


EXPERT SYSTEM srl


AREA CARGO srl
FAGIOLI spa
FRATTI srl
SAIMA AVANDERO


ANTENNA 1
CERAMICANDA TV
MTV MUSIC TELEVISION EUROPE
NAZIONALE CANTANTI
RADIO BRUNO srl
RAI (fornitore certificato)
SUPERSIX
TELEMODENA

Servizi

Portfolio

News

La promozione della notorietà della marca sul web

Per quanto attiene al mondo della Rete la notorietà della marca viene spesso confusa con il numero di accessi al sito web dell’azienda oppure alla posizione del sito sui Motori di Ricerca. Entrambe le tesi sono contraddittorie e tale contraddizione forse si spiega, dal lato dell’azienda, con le difficoltà di comprendere le potenzialità e i limiti attuali del Web – che è uno strumento di comunicazione piuttosto recente – e, dal lato di software house e web agency, con un approccio troppo tecnico alle tematiche dell’informatizzazione – un approccio che spesso tende a ignorare o a sottovalutare i complicati meccanismi che regolano la comunicazione della marca – . Iniziamo perciò col precisare cos’è la notorietà della marca. La brand awarness o notorietà della marca è la misura in cui i potenziali clienti sono in grado di riconoscere che una certa marca è presente in una determinata classe di prodotti. Si tratta di un fenomeno che si sviluppa lungo un continuum che parte da un iniziale sentimento di incertezza sul riconoscimento della marca fino al punto in cui il consumatore percepisce una certa marca come l’unica possibile in una determinata classe di prodotti.

Poniamo ora l’esempio di due aziende concorrenti, che commercializzano vini doc mediante l’e-commerce. Entrambe le aziende cercheranno, come giusto, la miglior visibilità possibile sul web. Domandiamoci allora quale sia la strategia migliore per ottenere questo obbiettivo. Semplificando i termini del problema, ipotizziamo che la Cantina F.lli Rossi investa risorse, anche consistenti, per apparire nella prima pagina dei principali Motori di Ricerca con il termine “vino”. Chiaramente il sito web di quest’azienda riceverà un gran numero di visite. Tuttavia, data la genericità del vocabolo “vino” , domandiamoci quante di queste visite siano casuali e quante siano il frutto di ricerche mirate; e, tra queste ultime, quante siano le visite di potenziali clienti e quante, invece, quelle di semplici curiosi. Ipotizziamo ora che il suo concorrente, la Cantina F.lli Bianchi, investa il proprio budget – magari inferiore – nella promozione di parole chiave più specifiche, quali i nomi dei suoi prodotti: “Rosso d’autunno” , “Bianco d’autore”…   Per quanto il numero complessivo di visite sia di molto inferiore, possiamo immaginare che quasi tutte queste visite siano il frutto delle ricerche mirate di appassionati di vini e quindi di potenziali clienti. Possiamo anche ipotizzare che questi “enonauti” abbiano già sentito parlare dei prodotti della Cantina F.lli Bianchi – o attraverso il web o attraverso altre esperienze come degustazioni, fiere, pubblicità – e il loro interesse si sia spinto al punto da compiere una ricerca mirata sul web. Che almeno una parte di loro abbia già gustato questi vini, apprezzandoli al punto di ricercarli in Rete. Che tra gli “enonauti” ci siano persone che già abbiano acquistato vini in Rete.

In uno scenario di questo tipo, quale delle due aziende trarrà il maggior giovamento dal commercio elettronico ?   La Cantina F.lli Rossi, il cui sito riceve un gran numero di visite non qualificate, o la Cantina F.lli Bianchi, il cui sito viene visitato prevalentemente dai clienti abituali o da nuovi potenziali clienti ?   Da questo esempio si evince che non sempre un maggior numero di visite è il mezzo migliore per conseguire la notorietà della marca sul web.

Valutando gli obbiettivi di trade marketing dell’azienda e le problematiche tecniche del web marketing, Media Partner è in grado di sviluppare per il vostro sito internet la miglior strategia per conseguire la notorietà della marca all’interno della Rete.

Il sito web come strumento di fidelizzazione del cliente

Cos’è la fedeltà alla marca ?   La brand loyality o fedeltà alla marca è un fenomeno in qualche modo proporzionale al tempo di “navigazione” del consumatore all’interno del mondo della marca. Un mondo fatto di elementi tangibili, come le caratteristiche tecniche e organolettiche dei prodotti, e intangibili, come l’insieme di enunciazioni – che si esprimono con azioni, parole, immagini, simboli, colori e suoni – con le quali la marca comunica sé stessa al target. La comunicazione è quindi uno degli elementi fondanti del concetto di fedeltà alla marca. In che modo un sito web può essere d’ausilio alle strategie che mirano a fidelizzare i clienti alla marca ? Attraverso statistiche dettagliate e analisi Mediapartner è in grado di valutare in che misura il sito web istituzionale è rispondente alle logiche della brand loyality.

Per esempio quanti, tra i visitatori dell’ultimo mese, hanno deciso di tornare almeno una seconda volta sul vostro sito internet e navigare al suo interno ?

Quanti sono i visitatori che hanno visitato il vostro sito per reale interesse e quanti, invece, quelli che ci sono capitati per caso ?  Come fare per aumentare il numero di visitatori del sito che siano realmente dei clienti potenziali ?

Quali sono gli argomenti più apprezzati del mio sito ?   E quali sono i prodotti più visitati ?    E’ possibile evincere dal traffico del sito internet se un certo prodotto desta l’interesse del mercato ?   C’è corrispondenza tra questo interesse e il volume delle vendite ?  Da dove provengono i visitatori del mio sito ?   C’è corrispondenza tra questo dato e la distribuzione del fatturato nei diversi Paesi ?   E’ infine possibile aumentare il numero di visite provenienti da un certo Paese ?    Media Partner è in grado di rispondere a queste domande. Partendo da un’analisi dettagliata del traffico, la nostra agenzia di comunicazione può affiancare la vostra azienda nelle attività strategiche legate alla Rete. Grazie al nostro staff di giornalisti, fotografi, grafici, troup video e programmatori informatici il vostro sito diverrà lo strumento ideale per compiere una serie di operazioni di marketing che, anche con un budget limitato, possono garantire un grosso ritorno sia nel lungo che nel breve periodo, nonché un feedback puntuale e preciso dei risultati conseguiti.

Brand e New Media (4): come ripensare l’immagine della marca sul Web

Il Web è una realtà assai variegata: quali sono allora i luoghi che alla marca conviene presidiare ? E in che modo ?  E’ possibile per la marca presidiare lo spazio istituzionalmente dedicato a lei, cioè il sito web aziendale ?    Evidentemente si.

E’ possibile per la marca accedere alle Community e ai Forum ? La risposta, io credo, non è così scontata. Qui le autoaffermazioni su cui si fonda la comunicazione della marca sono soggette a discussioni, critiche o vere e proprie prese in giro da parte degli utenti. Qui la testimonianza del sig. Rossi vale quanto quella di un famoso testimonial. Qui il dipendente dell’azienda, che si finge un finto consumatore, lascia una testimonianza che non sembra sincera e che viene prontamente smentita da altri utenti del forum. Ne consegue che lo scambio di informazioni non prevede la governabilità. Mentre il banner di 35 pixel a cui si accennava viene preso per quello che è – e cioè spam – e come tale è mal digerito. Naturale risposta a un’affermazione balbettante e incerta che “mendica un click: alza il volume, scopri tutto, clicca qui, visita subito…” per usare ancora le parole di Massarotto.

Community e i Forum sono perciò dei luoghi estremamente pericolosi per le marche. Tuttavia il loro potenziale è tale che negli anni a venire sarà sempre più difficile per le marche restarne fuori. Perciò si dovrà dare per scontata, io credo, la mancanza di governabilità dello scambio di informazioni e accettare anche le critiche. Ne consegue che la marca deve diventare di culto e come tale deve essere o diventare controverso, dimostrandosi capace di gestire queste contraddizioni. Essa sarà amata o odiata, ma non ignorata. Infatti alcune marche di culto pare abbiano un buon seguito sul Web: Apple, Harley Davidson, Ducati, alcuni prodotti alimentari e alcune bevande.

Inoltre andrebbero considerati con più attenzione quegli elementi invisibili che rappresentano una parte del valore/patrimonio di un’azienda, della sua capacità di penetrazione sul mercato, della creazione dell’esperienza sul cliente/consumatore/cittadino. Infatti gli elementi del brand più legati alla responsabilità sociale, ambientale, al rispetto del lavoro si prestano particolarmente ad essere esaltati sui social network. A patto, naturalmente, che ci sia corrispondenza tra prodotti, atti e comunicazione dell’azienda. La trasparenza è quindi fondamentale nel modo di comunicare su internet e dovrebbe diventare un vero e proprio asset strategico. Pensiamo per esempio a una marca che dia informazioni fondamentali sul ciclo di vita dei propri prodotti: ne guadagnerebbe in termini di fiducia e di reputazione, che sono parti inscindibili del potere contrattuale.

Io credo che il ruolo sempre più importante che va assumendo la Rete all’interno del mondo della comunicazione porterà le grandi marche, presto o tardi, a guardare al web con occhi nuovi: non più come a una parte tattica della propria comunicazione, ma come l’opportunità di una diversa gestione strategica dell’identità di marca.

Brand e New media (3): la geolocalizzazione

Rispondendo agli interrogativi da lui posti, Massorotto fornisce risposte ben argomentate:

<< Che effetto avrà sui consumatori il dover specificare che non è Renault che parla, ma la filiale italiana (o, domani, il concessionario di Trapani) ? Disorientamento e perdita di forza. […] Che effetto avrà sull’immagine di marca un racconto in 4 frame dopo aver abituato per anni [il consumatore] a cortometraggi d’autore ? Temo raffreddamento e delusione. […] Che effetto avrà sulla reputazione di un’azienda, ci siamo chiesti infine, una crescente trasparenza ? Immagino perdita di potere negoziale, nei confronti del mercato e del canale >>.

Queste risposte a mio avviso forniscono solo una parte della verità. In quanto un rischio può anche tramutarsi in opportunità. Se per esempio la Renault vuol presentare al Mugello un nuovo modello con il pilota X come testimonial, l’annuncio dato sul social network della Renault Italia porterebbe un grosso riscontro di pubblico a un evento dedicato al mercato italiano. Allo stesso modo se Samsung sponsorizzasse, per motivi di immagine e di notorietà, un concerto in Italia, non sarebbe proprio il profilo della filiale italiana su Twitter il posto giusto dove pubblicizzare l’evento ? La geolocalizzazione è un’opportunità per una marca e il web è uno strumento oltremodo adatto a questo tipo di soluzione, naturalmente a condizione di attivare in sinergia giusti canali on e off line.

Quanto detto è, io credo, solo la punta dell’iceberg di un discorso molto più ampio, che riguarda il modo in cui una marca è percepita. Se prendiamo ad esempio Coca Cola, è chiaro che questa marca non viene percepita allo stesso modo negli States e in Italia. Poche marche nel mondo hanno una connotazione altrettanto spiccatamente “made in USA” come Coca Cola. Infatti quando il suo management tentò di riposizionare il brand, dandogli un’immagine più “globale”, per così dire, il risultato fu   un crollo delle vendite nel mercato americano – a tutto vantaggio del tradizionale concorrente, la Pepsi Cola – . A questo punto si decise di tornare al passato. Citando questa case history rileviamo come il punto sia la diversa percezione di una marca da un Paese all’altro  un problema ontologico del processo di comunicazione nell’era della globalizzazione. Perché una marca deve mostrare sempre la stessa faccia e parlare in modo univoco tanto a un americano quanto a un cinese, sebbene un’idea, un’immagine, uno slogan non saranno mai efficaci allo stesso modo in tutti i mercati del mondo. Perciò una pubblicità può piacere in un Paese, ma in un altro luogo può anche sembrare eccessiva e di cattivo gusto oppure fredda e insipida. Dato che il web è un mondo libero, non dobbiamo quindi stupirci se qui le differenti percezioni suscitano reazioni a volte imprevedibili.

Forse impostando il problema nei termini di una coesistenza sinergica tra una presenza globale e una presenza locale, si potrà cogliere in futuro l’opportunità di parlare in modo più incisivo ai consumatori dei diversi Paesi senza per questo vivisezionare il brand. A condizione però di creare una funzione superiore dedicata ai new media, la quale detti le linee guida della marca alle filiali estere – e queste ultime, un giorno, al “rivenditore di Trapani” su cui ironizzava Massarotto – .

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