Brand e New Media (2): la vivisezione del Brand

Un interessante articolo di Marco Massarotto porta alcuni esempi interessanti di quella che definisce “vivisezione del nome”. Nike Football Italia (facebook.com/nikefootballitalia), Samsung Italia (twitter.com/samsungitalia) e Renault Italia (http://twitter.com/renaultitalia).

Si domanda giustamente Massarotto:  << Che effetto ha questo suffisso sull’identità di marca ? Voi fino ad oggi conoscevate, compravate e amavate delle scarpe Nike o Nike Italia ? Guidate una Renault o una Renault Italia ? >>.

E’ ancora Massarotto a porre l’accento sul problema dell’immagine della marca su internet, portando l’esempio di Collistar:  << Io ricordo gli spot Collistar, con modelle giovani e sgambettanti e un Jingle fresco e seducente: impossibile trovalo oggi su internet (se cercate “pubblicità Collistar” su You Tube escono reviews di consumatrici indipendenti). Oggi Collistar raggiunge le sue consumatrici con uno slide-show singhiozzante e prodotti larghi 35 pixel, ma cos’altro può fare negli spazi interstiziali lasciatigli dagli editori on line ? >>.

Massarotto parla ancora di “vivisezione del comportamento”, perché sul web non ci sono più barriere tra dentro e fuori l’azienda:  << Il comportamento dei manager e dei dipendenti è esposto in qualunque momento. I trend di borsa analizzati e discussi in tempo reale, i C.d.A. rilanciati su Twitter. Basti pensare al caso Domino’s Pizza in cui i dipendenti di una catena americana di pizza sono stati beccati su You Tube con le mani in pasta e in un sacco di altri posti schifosi, o a casi di manager nostrani e così via… Proprio in questi giorni in Italia nasce un sito di Company Reviewing: i dipendenti online recensiscono anonimamente il proprio posto di lavoro: ne leggeremo delle belle su sopo.it >>.

Alla luce di ciò la domanda che si pone Massorotto è la seguente:

<< Che effetto ha tutto questo sulla reputazione di un’azienda ? >>.